Ville e luoghi di interesse
VILLA GAIA GANDINI
La villa, denominata “Villa Gaia” nella seconda metà del ‘400 per le feste che vi si tenevano, è uno dei più antichi edifici sorti in Lombardia con il carattere di villa.
VILLA GROMO DI TERNENGO
Splendida e affascinante, Villa Gromo di Ternengo è immersa in un grande parco cintato su tre lati dalle antiche mura, mentre le acque del Naviglio Grande fanno da barriera sul lato est. Sorge dove un tempo si trovava l’antico castello di Robecco, feudo dei nobili Pietrasanta.
CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI
Guardando l’ingresso di villa Gromo in via Matteotti si può vedere alla sua destra, in fondo ad un vicolo, una piccola Chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi.
Voluta dal nobile Guidone Pietrasanta nel 1310 affinché venisse usata anche dalla popolazione, la Chiesa divenne, a partire dalla metà del Cinquecento, la cappella privata della famiglia Casati.
VILLA ARCHINTO
Villa Archinto, detta “il castello” per le due torri ed il coronamento merlato con cui si presenta, è stata oggetto di restauri terminati nel 2007, ma fino a qualche anno fa si presentava come un rudere, comunque di fascino e grandiose proporzioni da cui si intuiva come questa villa, se fosse stata portata a termine, sarebbe stata fra gli edifici più importanti del Naviglio Grande.
VILLA E GIARDINO SIRONI MARELLI E ROGGIA SONCINA
La casa da nobile fu probabilmente edificata nel ‘700 dalla famiglia Pionno. A metà del ‘700 la casa passò a Maddalena Pietrasanta, nobile milanese che qui soggiornava spesso prendendo parte alla vita religiosa sociale del paese. Alla sua morte lasciò del denaro per la costruzione della chiesa parrocchiale, la dote per diverse donne da maritare del paese e lasciò la proprietà al notaio Ubaldo Crivelli, come ringraziamento per l’aiuto nella gestione degli affari.
VILLA CITTADINI DUGNANI
Le più antiche notizie relative alla villa risalgono alla prima metà del secolo XVI, quand’era proprietà della famiglia Cittadini, che la conservò fin verso la fine del Settecento. La costruzione originaria doveva tuttavia risalire al XV secolo, come testimoniano le aperture ad arco decorate e con modanature in cotto, visibili dalla via Mazzini, e l’ingresso sul retro che si presenta come una piccola fortificazione in mattoni a vista.
VILLA BARBAVARA DI GRAVELLONA, DETTA “LA BASSANA”
La villa venne edificata fra il 1730 e il 1750 insieme al complesso rurale ad essa strettamente collegato composto dalle abitazioni dei massari e dei pigionanti, i rustici, stalle e fienili. Le vicende ereditarie sono complesse ma, sul finire dell’800, i beni vennero venduti ai nobili Barbavara di Gravellona.
VILLA SCOTTI
Lungo via Dante troviamo villa Scotti che si presenta con la caratteristica pianta a ‘U’. La facciata è un rettangolo piuttosto allungato ritmato da 4 semicolonne che la percorrono in tutta sua altezza; sono queste che dividono le superfici e impongono l’ampiezza delle aperture.
VILLA TERZAGHI
La villa sorge lontana dal Naviglio lungo la strada che porta al fiume Ticino in direzione di Casterno.
Di Villa Terzaghi non si conosce la data di costruzione ma si può affermare che le forme sono senza dubbio settecentesche, tuttavia qui era già presente una costruzione precedente nel XIV secolo, proprietà della famiglia Cittadini.
VILLA ARCONATI (Castellazzo de Barzi)
Nel 1451 Francesco Sforza donò a Baldassarre De Barzi dei beni nella località Castellazzo, beni un tempo posseduti da Sperone Pietrasanta, che era stato feudatario di Robecco e la cui investitura era passata al Barzi già nel 1432. Il feudo rimase ininterrottamente alla famiglia Barzi fino al 1625 e saltuariamente anche dopo, fino alla fine del ‘700.
PONTE PEDONALE (detto degli scalini)
Con testamento redatto nel 1832, il nobile Giulio Dugnani dispose un legato di 8.000 lire per la costruzione di un ponte “per più comodo e libero mezzo di portare il Santissimo viatico agli infermi dell’altra sponda”, cioè in direzione di Castellazzo de Barzi. Le opere di edificazione iniziarono alla fine del 1840 e furono terminate nella primavera del 1842.
IL PONTE CARRABILE, L’ORATORIO DELLA BEATA VERGINE DELLE GRAZIE, L’ANTICA OSTERIA E IL LAVATOIO
Il ponte carrabile del 1609, che andò a sostituire i ponti medievali precedenti, venne distrutto dall’esercito Austriaco in fuga, all’indomani della Battaglia di Magenta, il 4 giugno 1859, uno dei più sanguinosi e decisivi scontri della II° guerra d’indipendenza. Quello che vediamo oggi è quindi il ponte costruito successivamente, nella seconda metà dell’800, ad arcata unica.
ORATORIO DI SAN CARLO (Castellazzo de Barzi)
La piccola chiesa campestre di San Carlo, in origine dedicata a San Salvatore, è una delle più antiche chiesette esistenti nel nostro territorio. Questo oratorio venne citato per la prima volta alla fine del ‘200, ma potrebbe avere un’origine più antica, addirittura longobarda.
IL MODELLO, ripartitore idraulico
Nell’800 lungo il tratto tra Robecco e Cassinetta, venne realizzato uno straordinario ripartitore idraulico, detto “il Mudél” , il Modello, in modo da misurare la quantità d’acqua derivata dalla Roggia Soncina nel cavo Negri, creato utilizzando enormi monoliti di granito rosa di Baveno scavati.