Leggende e tradizioni
LA FESTA DELLA PRI ÀA
Un tempo, le famiglie che abitavano lungo via San Giovanni, prendendo spunto dalla festività religiosa della Madonna del Lazzaretto, che si teneva nel mese di ottobre, diedero vita ad una festa molto sentita, anche in segno di ringraziamento per i benefici ricevuti durante l’anno per l’abbondanza dei raccolti. La festa, ormai centenaria, si svolge ancora oggi, ma un tempo era particolarmente apprezzata anche per un altro motivo:
FESTA DE LA SÜCIA
L’acqua è vita e da sempre la vita dei robecchesi è legata alla sua acqua: acqua dei canali, del fiume dei fontanili.
Da sempre due volte l’anno, a marzo e a settembre, lo scorrere delle acque del Naviglio Grande viene interrotto e il livello del canale si abbassa per permettere i lavori di manutenzione delle sponde, il ripristino degli argini e la pulizia del canale principale e delle sue derivazioni.
IL FANTASMA DI VILLA GROMO
La leggenda è un ricordo d’infanzia dalla robecchese Rina Monza, le veniva raccontata dalla nonna quando era bambina.
LA BATTAGLIA DETTA DELL’INCAMICIATA
Il 27 gennaio 1524 Robecco e tutto il suo territorio furono teatro di una battaglia particolarmente nota per le sue modalità strategiche, la battaglia dell’incamiciata. Infatti, durante le guerre fra Francesco I e Carlo V, a Robecco si consumò la battaglia tra Spagnoli e Francesi, nota come “incamiciata” perché gli Spagnoli, approfittando del forte nevischio, per confondersi e prendere il nemico di sorpresa, si vestirono con delle camicie bianche sopra le corazze per non essere visti tra la neve.