Mulini, risorgive e fontanili
MOLINO PIETRASANTA (Carpenzago)
Questo molino era detto anche “Molinetto dei Frati” perché nel ‘400 era una dipendenza del Monastero di Casterno, sottoposto però anche al controllo dei feudatari della zona, la famiglia Pietrasanta, di cui porta ancora oggi il nome.
MOLINO SANTA MARTA (Casterno)
Posto all’inizio della strada che porta al fiume Ticino, questo molino deve il suo nome alla cappelletta che vi sorge accanto. Proprio lì vicino nasce la roggia Monegatta, di cui si possono vedere le due teste del fontanile, il fondo della roggia è sabbioso e ciottoloso e l’acqua corrente. Da lì la roggia prosegue verso il Ticino, passando per il molino ed un tempo azionandolo.
MOLINO MARCHESONIA (Casterno)
Secondo alcune fonti il molino esisteva già nel Trecento, per via di alcuni affreschi risalenti a quell’epoca, che tuttavia ora sono andati persi; secondo altre fonti invece è presente almeno dal 1607. Si hanno infatti notizie certe che in quel periodo l’intero complesso apparteneva a Giovanni Antonio Marchesoni, da cui prende il nome.
MOLINO ALBANI (Casterno)
Situato nella parte est della vallata se ne hanno notizie certe dal 1489, in quanto è citato in un atto pubblico tra i beni della famiglia Casati e compare di nuovo nel 1827 con il nome di “Molino Casati”. La famiglia Casati era presente a Robecco già dal ‘300 e aveva proprietà sia qui in vallata che in paese, come villa Gromo di Ternengo, residenza nobiliare vicina al Naviglio Grande.
TRE FONTANE (Casterno)
Il fontanile detto “Tre fontane” ha origine all’altezza del bosco di Sant’Ambrogio, a metà strada tra Casterno e Carpenzago, e termina dopo alcune decine di metri in canali irrigui.
Sono ben visibili nell’acqua gli occhi sorgivi, detti anche polle, racchiusi e protetti dai tubi in cemento.