INTRODUZIONE
Istituiti
negli anni Settanta, i Parchi del Ticino sono riusciti a cogliere nellultimo
ventennio traguardi così prestigiosi da essere additati a modello per gli altri territori
protetti.
Si
poté così iniziare un vera e propria politica di protezione ambientale e di
pianificazione territoriale di ogni area secondo la propria valenza ecologica.
E
il primo Parco Regionale che si istituisce in Italia, in una zona tra le più urbanizzate
e densamente popolate del nostro Paese, per tutelare i valori naturali, storici e
culturali di un fiume che nel suo percorso caratterizza un lungo tratto di territorio.
Robecco rientra proprio in questo contesto ed è una delle
fortunate località ad essere bagnate dal fiume azzurro, il Ticino.
GLI
SCOPI DEL PARCO
Nel Parco del Ticino si
sommano due obiettivi: il primo fa da filo conduttore per tutti i Parchi del mondo e
consiste nella conservazione e tutela delle risorse naturali. Il secondo riguarda la
gestione e lo sviluppo delle risorse naturali, territoriali ed ambientali, da coordinare
con lo sviluppo sociale ed economico delle popolazioni residenti nel Parco stesso.
Ecco
perché il Parco del Ticino è tuttaltro che uno strumento vincolistico; esso invece
rappresenta uno strumento di partecipazione democratica alle scelte di gestione del
territorio.
Lorigine
popolare e la forte partecipazione, anche critica, sono, insieme alle bellezze naturali
della valle fluviale, il patrimonio più importante da difendere e da salvaguardare.
IL TERRITORIO E IL PAESAGGIO
Il
territorio della Valle del Ticino di Robecco è uno di quei pochi luoghi dove ancora la
natura domina sulle compatibili presenze determinate dallattività umana.
Le
poche cascine ancora presenti si amalgamano con lo splendido paesaggio fatto di boschi,
lanche e zone umide percorse dal filo dargento del fiume.
Qui
si snodano i migliori percorsi naturalistici e il canto degli usignoli si armonizza con le
voci delle decine di migliaia di bambini che ogni anno vengono accompagnati a conoscere il
Parco.
Boschi
e boscaglia di farnia, pioppi bianchi e neri, carpini bianchi, ciliegi selvatici e padi
sono frammisti a coltivi e a boschi umidi di ontano e salice, a rogge, canali e lanche a
mortizze e mareschi.
A Robecco, situato nel cuore della Pianura Padana in una delle aree più industrializzate
dEuropa, la protezione del Parco permette ancora oggi di ammirare gli splendidi
aironi bianchi e, per i più fortunati, di incontrare il meraviglioso e timidissimo airone
rosso.
INTRODUZIONE
AL TERRENO AGRICOLO
Come
tutti i territori anche il robecchese ha mutato il suo aspetto nel corso degli anni per
adattarsi alle esigenze sociali e politiche.
Di
conseguenza ne ha risentito larea coltivabile che si è ridotta drasticamente per
fare posto a moderne abitazioni o a industrie, ma nel territorio sono ancora
rintracciabili marcite e fontanili.
I
contadini, grazie anche ad interventi e finanziamenti dellUnione Europea, vogliono
realizzare metodi di produzione compatibili con la tutela ambientale. Nel territorio di
Robecco si sono compiuti studi per verificare lo stato dei fontanili, da parte del Parco
del Ticino, e si sono iniziate ad attuare alcune direttive comunitarie per il ripristino
delle marcite, linnesto di siepi e di filari e il progetto di marchio dei prodotti
agricoli.
MARCITE E FONTANILI
La presenza di marcite
nel territorio è concentrata soprattutto nelle frazioni della vallata di Robecco; ciò è dovuto allampia fascia di fontanili
rintracciabile fra lalta e la bassa pianura padana.
Nel
territorio di Robecco sono rimasti pochi fontanili anche se, secondo la storia e le
testimonianze degli agricoltori, nei tempi passati sembra fossero più numerosi.
Le
marcite sono campi rettangolari, generalmente adiacenti ai fontanili, ricoperti da uno
strato dacqua anche nei mesi invernali; grazie alla temperatura compresa
costantemente tra i 9 e i 12 gradi si realizzavano fino a 10 tagli derba
allanno, che costituivano il foraggio fresco per il bestiame (il primo taglio
avveniva in marzo). Solitamente si trovano due canali nelle marcite: uno che immette
lacqua presa da un fontanile nel campo e un altro che comunica con le altre marcite.
Questa tecnica fu introdotta dalla bonifica dei territori della valle del Ticino compiuta
dai monaci Cistercensi stabilitisi a Morimondo nel XII secolo. Il nome marcita deriva dal
termine marzida cioè dal mese di marzo perchè in questo mese i prati
marcitori di nuovo impianto danno il loro primo prodotto. Tale pratica ha imposto la
realizzazione di un complesso sistema di canali e scoli denominati cavi o
rogge.
Lirrigazione
delle marcite viene fatta durante le notti dei mesi invernali ed estivi, con qualsiasi
temperatura.
Nelle
marcite crescono il loglio, il trifoglio rosso, il trifoglio ladino, lerba maggenga
e numerose varietà palustri come il non ti scordar di me e il crescione. In
inverno domina il loglio e solo dopo il primo taglio abbondano i trifogli.
Oggi
questo tipo di coltura è in forte fase di recessione, a causa degli alti costi per
mantenere sempre efficienti i canali; inoltre si deve aggiungere che i caseifici non
acquistano volentieri il latte proveniente da bovini alimentati con erba di marcita
perché fa assumere ai formaggi una colorazione giallo/arancione che non stimola
lacquisto.
Oggi
si sono individuate alcune marcite dove si potrebbe attuare il regolamento 2078/92, che
prevede il ripristino di questa tecnica di coltivazione, linnesto di siepi e di
filari e il progetto di marchio dei prodotti agricoli, ristabilendo così
lequilibrio tra ambiente e agricoltura.
Essendo
situato tra lalta e la bassa pianura padana, nel territorio di Robecco sono
rintracciabili dei fontanili. Lacqua piovana assorbita dal terreno permeabile
dellalta pianura scorre fino alla bassa pianura, composta da materiali più fini e
compatti che non fanno penetrare lacqua, formando così la fascia dei fontanili.
Il
fontanile o risorgiva è composto da due parti: la testa dove lacqua
sorge dal terreno e lasta o coda che rappresenta lo scolo naturale delle
acque.
A
Robecco la linea delle risorgive coincide con la base della scarpata fluviale, cioè
lantico margine del fiume Ticino.
La
temperatura dellacqua non scende mai sotto i 6 o 7 gradi perché permane per lungo
tempo nel sottosuolo. Questaspetto porta alcuni vantaggi al suolo come la continua
irrigazione e umidificazione e inoltre lo protegge dal freddo invernale.
Il
Parco del Ticino in questi ultimi anni ha compiuto un censimento dei fontanili nella
provincia di Milano, dal quale risulta che nel territorio di Robecco ne esistono
principalmente quattro.