IL NAVIGLIO
IL NAVIGLIO GRANDE E LIDROGRAFIA DI SUPERFICIE
Dando uno
sguardo alla carta fisica della Lombardia balza allocchio la ricchezza dacqua
della regione; da ovest ad est si incontrano parecchi fiumi: il Ticino che si getta nel Po
allaltezza di Bereguardo dopo Pavia, lOlona, il Lambro, lAdda,
lOglio e il Mincio. Tra il fiume Ticino, il Lambro e lAdda, luomo, nel
corso di qualche secolo, ha costruito, con argini artificiali, tre canali: il Naviglio
Grande, il Naviglio di Pavia ed il Canale Villoresi. Il territorio del comune di Robecco
sul Naviglio è particolarmente interessato da questo complesso sistema idrico di cui il
Fiume Ticino ed il Naviglio Grande rappresentano le due componenti principali. Il fiume
Ticino ne definisce il confine occidentale, mentre il Naviglio Grande lo attraversa da
nord-ovest a sud-est passando per il centro storico del capoluogo. Il Naviglio Grande, la
cui escavazione fu iniziata nel 1177 e la cui costruzione terminò allinizio del
XIII° secolo, è il più antico dei canali navigabili lombardi. Nasce da Tornavento, a
nord di Nosate, e dirigendosi verso sud, fiancheggia la centrale idroelettrica di Turbigo,
le cave di sabbia di Castelletto di Cuggiono, tocca Bernate, Boffalora, Pontevecchio e
Pontenuovo di Magenta, Robecco , Cassinetta, Gaggiano e prosegue poi per Milano.
Il Naviglio Grande, lungo circa 50 km, fu progettato in modo da consentire una facile navigazione anche a barconi di grandi dimensioni, chiamati "bettoline"; potevano percorrere lintero tragitto, carichi di merci, senza ostacoli e spesso trainati con funi da animali da tiro lungo percorsi ricavati sugli argini stessi del canale, le "alzaie".
Fu normale che, quando il Naviglio divenne naturale via economica per i trasporti (tutto il materiale utilizzato per ledificazione del Duomo di Milano è passato per il Naviglio) sorgessero lungo il suo corso luoghi al "alloggio e stallazzo", sia per quelli che viaggiavano sul Canale, sia per coloro che percorrevano le strade che lo costeggiavano.
Il Naviglio Grande rappresenta il tono paesaggistico di Robecco, le cui ville niente hanno da invidiare a quelle del Brenta.
Se la funzione di via interna di navigazione è decisamente diminuita in questi ultimi decenni, rimane tuttora limportanza del Naviglio Grande come regolatore del fiume Ticino in caso di piene e come alimentatore del sistema irriguo che interessa un comprensorio di circa 400 kmq. Lungo il suo percorso si notano infatti molte bocche che danno a loro volta origine a canali e canaletti irrigatori, impinguati spesso dalle acque dei fontanili.
Il territorio comunale compreso tra il Naviglio Grande e il fiume Ticino è particolarmente interessato dalla venuta a giorno di acque di risorgiva, i "fontanili", la cui abbondanza ha richiesto nei secoli un meticoloso lavoro di regolazione del loro deflusso mediante una rete minuziosa di canali, rogge, cavi e fossi le cui maglie sono spesso sottolineate da filari di alberi.
La dovizia di acque e la loro regolamentazione ha permesso di adattare queste terre a coltivazioni intensive di cereali e di prati per lallevamento del bestiame e di conseguenza ha determinato la comparsa della fattoria coi suoi edifici disposti a quadrilatero, la "cassina", a circondare la grande aia per essiccare i cereali e con grandi stalle e porcilaie per il bestiame.