LE RISORGIVE E LE MARCITE

L’alta pianura che si amplia ai piedi delle Prealpi e delle colline lombarde è costituita da ghiaie e sabbie che lasciano filtrare le acque meteoriche e sotterranee le quali scorrono in profondità sino ad incontrare i livelli argillosi impermeabili della bassa pianura; tale ostacolo fa sì che le acque riemergano in superficie sotto forma di "risorgive" o "fontanili".

Il fontanile è composto di due parti: la "testa" che rappresenta la cavità naturale da cui sgorgano le polle d’acqua e l’"asta" o "coda" che rappresenta lo scolo naturale delle acque.

3FONTANEP.jpg (7664 byte)Nel Comune di Robecco la linea delle risorgive coincide con la base della scarpata fluviale che rappresenta l’antico margine del fiume Ticino. I pochi fontanili non compromessi dall’azione dell’uomo rappresentano ambienti di particolare interesse naturalistico per la vegetazione acquatica, galleggiante e sommersa e come rifugio di numerose specie animali. Notevole sotto questo aspetto è il fontanile denominato "Le tre fontane" situato tra Casterno e Carpenzago.

Le acque delle risorgive permangono a lungo nel sottosuolo e perciò sono tiepide anche in inverno, infatti la loro temperatura non scende mai al di sotto dello zero. In tal modo il suolo, oltre a venire irrigato e mantenuto umido, viene protetto dai freddi invernali. Questa proprietà è stata sfruttata dall’uomo per irrigare, durante tutto l’anno risaie e "marcite". Il nome "marcita" deriva dall’antica pratica agricola, introdotta dai monaci cistercensi fin dal 1400, di far marcire su un prato coperto da un velo d’acqua l’ultimo taglio d’erba dell’anno che si trasformava quindi in concime. I prati restano coperti da un velo d’acqua sia in inverno che in estate, consentendo così anche dieci raccolti di erba nel corso dell’anno solare. Tale pratica, ancor oggi utilizzata, ha imposto la realizzazione di un complesso sistema di canali e scoli, denominati "cavi" e "rogge", con lo scopo di rendere regolare e costante l’afflusso e il deflusso delle acque. Le marcite sono molto diffuse intorno a Casterno, Carpenzago e all’abbazia di Morimondo e l’abbondanza di foraggio ha consentito lo sviluppo di grandi allevamenti di bovini. L’impianto delle marcite della Cascina Barcelletta è stato preso ad esempio per spiegare il funzionamento dei canali riguardanti le marcite stesse; esse sono alimentate dalla roggia Gregora che, a sua volta, è la continuazione, dopo la Cascina Regina, della roggia Cornice la quale riscontra il suo punto di origine presso la riva destra del Naviglio Grande, poco prima del ponte, nelle vicinanze di Boffalora sopra Ticino. Le marcite sono organizzate in aree rettangolari lungo le quali scorrono due canali: quello a nord che riceve l’acqua della roggia Gregora che accede alle aree tramite fossati i quali hanno anche la funzione di far scorrere l’acqua nell’altro canale a sud che la lascia passare successivamente alle altre marcite. L’acqua si riversa lungo lo scorrimento dei fontanili provenienti da nord est delle marcite della Cascina Barcelletta.