VILLA GROMO DI TERNENGO

 

La villa sorge al posto di un’altra costruzione cinquecentesca dei Casati, che a sua volta aveva sostituito il castello di Robecco. La villa fu rifatta, sempre dai Casati, nel 1679 e compare già nel testamento fatto il 6 maggio del 1700 dal nobile Danese Casati.

Dai Casati la villa è passata a diversi eredi, sempre per via femminile.

La villa è costituta dall’ingresso ad esedra, dal cortile, dalla Casa e dal giardino, ordinati su un unico asse che terminava in un fondale prospettico, oggi abbandonato, posto lungo la strada tra Cassinetta e Robecco. Al centro della grande esedra è il cancello che porta ancora l’insegna con la “N” dei Negrotto.

La fronte d’ingresso è divisa in tre parti. Sotto il portico vi sono dipinti con figure di donna. Al centro si apre un grande atrio completamente dipinto, passante verso il giardino.

E’ un edificio tipico del Barocco Lombardo. Sul fianco destro è la chiesetta di San Francesco  compresa nella stessa proprietà. Il giardino posteriore ha un piano tratto a parterre con due statue che guardano la villa, mentre il resto è all’inglese; lungo il Naviglio si eleva un padiglione su quattro pilastri, con un locale al primo piano e una grande cornice su mensole, detto “la Sirenella” che serviva da imbarcadero.

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