PONTE DEGLI SCALINI
Nell'Ottocento
a Robecco il fatto più rilevante fu la costruzione del ponte pedonale tra la contrada di
Brisa, dove esisteva un guado a raso per abbeverare i cavalli, e la contrada di S.
Girolamo, o strada di Castellazzo, chiusa sul fondo da una sbarra.
L'idea di
un secondo ponte sul Canal Grande (come veniva chiamato in alcune occasioni il Naviglio),
con relativo progetto, è documentata dal 1818, ma si dovettero aspettare ancora
trent'anni per concretizzare il proposito.
L'effetto
nel frattempo si poteva sperimentare grazie al ponte galleggiante allestito per antica
consuetudine nel giorno della festa patronale di S. Giovanni Battista, l'11 luglio, per
rispetto della quale il custode del Naviglio proibiva la navigazione sul canale. Su questo
manufatto transitava la sacra Funzione che toccava tutte le contrade del borgo.
L'occasione
per compiere il passo successivo fu l'inattesa sovvenzione proveniente dal nobile Giulio
Dugnani che nel suo testamento lasciò alla comunità di Robecco un legato di lire 8.000
per la costruzione di un ponte.
Nella
primavera del 1842 il ponte era compiuto.
Il
parapetto di ferro venne eseguito combinandolo con le ossature del ponte, in modo da
rendere più solide entrambe le strutture "tanto più che nei giorni festivi il ponte
va soggetto alle manomissioni dei ragazzi".
La
popolazione dimostrò di servirsi della nuova opera in maniera persino eccessiva rispetto
alla destinazione, se già nell'estate del 1842, per non recare danno alle gradinate, si
dovette proibire il transito delle carrette cariche, anche se tirate a mano.
